Da stamattina la casa è vuota, è tornata ad essere piena dei soliti rumori, quelli di sottofondo, quelli che si percepiscono solo quando in camera sei sola.
E allora ti concentri sui vicini che come te stanno per andare al lavoro e si preparano cercando di fare poco baccano....
Particolari, come tornare la sera a casa e capire che qualcuno è andato via dal vedere un unico spazzolino dentro al bicchiere sul lavandino..
Buongiorno amore....
in treno, tutto scorre, lento, anche il tempo..
mi perdo allora nei miei pensieri, nel guardare oltre quel vetro in cerca di particolari.
La mia mente mi suggerisce parole, parole che ora cerco di riprodurre qui, ma che saranno inevitabilmente perse............
mercoledì 11 aprile 2012
lunedì 9 aprile 2012
sabato 7 aprile 2012
Parlo del desiderio fisico che annebbia la vista e interrompe il respiro al solo guardare la creatura amata.
Del brivido che ti intirizzisce e ti scioglie al solo sfiorargli la mano, una guancia, sicché tutto in lui diventa unico e insostenibile, perfino l'odore del suo respiro, il sudore della sua pelle, i suoi stessi difetti, che anziché difetti ti sembrano qualità deliziose.
Hai bisogno di lui come dell'aria, dell'acqua, del cibo, e in tale schiavitù muori di mille morti, ma sempre per resuscitare ed essergli schiava di nuovo.
Parlo del dolore che svuota le vene all'idea che l'essere amato penetri un corpo altrui, il dolore che piega le gambe, toglie il sonno, avvelena l'intelligenza con mille interrogativi.....
Del brivido che ti intirizzisce e ti scioglie al solo sfiorargli la mano, una guancia, sicché tutto in lui diventa unico e insostenibile, perfino l'odore del suo respiro, il sudore della sua pelle, i suoi stessi difetti, che anziché difetti ti sembrano qualità deliziose.
Hai bisogno di lui come dell'aria, dell'acqua, del cibo, e in tale schiavitù muori di mille morti, ma sempre per resuscitare ed essergli schiava di nuovo.
Parlo del dolore che svuota le vene all'idea che l'essere amato penetri un corpo altrui, il dolore che piega le gambe, toglie il sonno, avvelena l'intelligenza con mille interrogativi.....
Ho paura di essere sola e di non esserlo mai abbastanza...
di fare sogni brutti e di fare sogni..
di non chiamare mai chi amo e di avere le mani su quel telefono troppo spesso...
di essere troppo dura e di non esserlo mai abbastanza....
di emozionarmi e di emozionare....
di non scendere a compromessi e di scendere solo a quelli che decido io...
Ho paura di essere me stessa fino in fondo....
ed ho paura che essendolo così tanto....
ogni cosa sopra citata non potrà far altro che continuare a far paura.
di fare sogni brutti e di fare sogni..
di non chiamare mai chi amo e di avere le mani su quel telefono troppo spesso...
di essere troppo dura e di non esserlo mai abbastanza....
di emozionarmi e di emozionare....
di non scendere a compromessi e di scendere solo a quelli che decido io...
Ho paura di essere me stessa fino in fondo....
ed ho paura che essendolo così tanto....
ogni cosa sopra citata non potrà far altro che continuare a far paura.
giovedì 22 marzo 2012
Le luci nelle case degli altri
Forse vi sarà capitato, come a me, di osservare le luci delle case degli altri.
Camminare di sera per strada guardando le finestre illuminate e chiedersi chi animi le stanze dietro quei vetri chiusi, quelle tendine accostate.
Per molti è solo curiosità, ma chi non ha una famiglia propria può sviluppare un desiderio di entrare, di penetrare nella casa e nella quotidianità delle famiglie sconosciute, che gli appaiono così serene e normali.
Ma le luci nelle case degli altri, spesso, nascondono ombre.
Camminare di sera per strada guardando le finestre illuminate e chiedersi chi animi le stanze dietro quei vetri chiusi, quelle tendine accostate.
Per molti è solo curiosità, ma chi non ha una famiglia propria può sviluppare un desiderio di entrare, di penetrare nella casa e nella quotidianità delle famiglie sconosciute, che gli appaiono così serene e normali.
Ma le luci nelle case degli altri, spesso, nascondono ombre.
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